idee, progetti, riflessioni e segnalazioni di studenti e docenti dell' Istituto Tecnico Agrario di Torre S. Susanna.
24.4.14
23.4.14
Considero valore...
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca, da “Opera sull’acqua e altre poesie
23.3.14
20.3.14
Sorridi, oggi è la Giornata mondiale della felicità
La ricerca della felicità è un obiettivo fondamentale dell’uomo. Per questo l'Onu ha
deciso di celebrare in tutto il mondo la Giornata mondiale della felicità.
È il 20 marzo.
Il benessere
di una nazione non si misura con il reddito ma con la felicità. Per questo
motivo l’Onu ha istituito la Giornata mondiale della felicità che si celebra il 20 marzo.
La celebrazione è stata indetta
dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 28
giugno 2012. L’Onu riconosce e certifica la rilevanza della felicità e del
benessere come obiettivi universali e aspirazioni nella vita di tutti gli
esseri umani.
Il Paese pioniere nella
ricerca della felicità è il Bhutan, un piccolo stato montuoso dell’Asia. Il Bhutan ha
riconosciuto la supremazia della felicità sul reddito sin dai primi anni 1970 e
ha adottato l’obiettivo di Felicità interna lorda come standard di riferimento,
anteponendolo al Prodotto interno lordo e innescando un dibattito sui Pil alternativi tuttora in corso.
Secondo l’ultimo World Happiness Report i paesi più felici del mondo sono gli stati scandinavi, sul podio
troviamo Danimarca, Finlandia e Norvegia. Seguono Paesi Bassi, Canada, Svizzera, Nuova Zelanda e
Australia. L’Italia occupa il ventottesimo posto.
Le Nazioni
Unite invitano gli stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali,
le organizzazioni non governative e i singoli individui a celebrare la Giornata
mondiale della felicità in modo appropriato, anche attraverso attività di educazione
e sensibilizzazione pubblica.
10.3.14
ALLARME SALUTE:A MARZO IL BRUCO KILLER DEI CANI!
A prima vista sembra un innocuo bruco. Per certi versi anche un po' buffo nel suo marciare lento. Si chiama processionaria ed è un lepidottero. Una farfalla notturna, non troppo appariscente né colorata né leziosa, ma le farfalle si sa, non fanno male a nessuno. Almeno da adulte. Già, perché come per tutti i lepidotteri, infatti, il ciclo vitale delle processionarie si divide in quattro fasi: uovo, larva (o bruco), crisalide e infine farfalla.
Ed è proprio lo stadio di larva (bruco), quello pericoloso al punto da essere letale per i nostri amici a quattro zampe.
Sono carini e perfino simpatici, questi bruchetti che camminano in processione (da cui il nome) e proprio per questo attirano l’attenzione e stimolano la curiosità dei cani. In Italia si trovano soprattutto le processionarie del pino (le cui larve si spostano in fila indiana, una dietro l’altra) e della quercia, i cui bruchi invece si spostano sempre con un comportamento gregario, ma disposti a ventaglio: un capofila seguito da due bruchi, a loro volta seguiti da tre, quattro e così via, fino ad allargarsi a 10-15 individui. La processionaria è un parassita delle piante su cui vive, che spesso distrugge completamente. Ma per uomini e animali il problema non sono certo le sue mandibole, bensì i peli urticanti che ne ricoprono il corpo. Peli che possono essere anche liberati nell’aria e portati in giro dal vento, quindi può capitare di esserne colpiti senza venire in diretto contatto con i bruchi. La stagione più a rischio inizia proprio a marzo. I cani, annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto. I cuccioli spesso tentano direttamente di giocare coi bruchi o di “assaggiarli”.
I sintomi che un cane presenta dopo questo spiacevole incontro sono spesso gravi. Il primo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed in forma meno grave dell’esofago e dello stomaco. E’ facile intuire la gravità di quanto è successo, perché il fenomeno peggiora con il passare dei minuti e la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico, a volte di dimensioni tali da soffocare l’animale. I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.
Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica. Importantissima l'azione di pronto soccorso: allontanate subito la sostanza irritante dal cavo orale con un lavaggio della bocca più abbondante possibile, con una soluzione di acqua e bicarbonato. Se il cane, sofferente, non si lascia toccare in bocca, bisogna usare una siringa sprovvista dell’ago, con cui spruzzare la soluzione in bocca, anche più e più volte. Subito dopo bisognerà correre dal veterinario che applicherà le cure più appropriate a seconda della gravità del caso.
Dunque, occhio durante le passeggiate: alla larga da pini e querce. O almeno attenti ai piccoli bruchi killer che transitano da quelle parti.
Ed è proprio lo stadio di larva (bruco), quello pericoloso al punto da essere letale per i nostri amici a quattro zampe.
Sono carini e perfino simpatici, questi bruchetti che camminano in processione (da cui il nome) e proprio per questo attirano l’attenzione e stimolano la curiosità dei cani. In Italia si trovano soprattutto le processionarie del pino (le cui larve si spostano in fila indiana, una dietro l’altra) e della quercia, i cui bruchi invece si spostano sempre con un comportamento gregario, ma disposti a ventaglio: un capofila seguito da due bruchi, a loro volta seguiti da tre, quattro e così via, fino ad allargarsi a 10-15 individui. La processionaria è un parassita delle piante su cui vive, che spesso distrugge completamente. Ma per uomini e animali il problema non sono certo le sue mandibole, bensì i peli urticanti che ne ricoprono il corpo. Peli che possono essere anche liberati nell’aria e portati in giro dal vento, quindi può capitare di esserne colpiti senza venire in diretto contatto con i bruchi. La stagione più a rischio inizia proprio a marzo. I cani, annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto. I cuccioli spesso tentano direttamente di giocare coi bruchi o di “assaggiarli”.
I sintomi che un cane presenta dopo questo spiacevole incontro sono spesso gravi. Il primo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed in forma meno grave dell’esofago e dello stomaco. E’ facile intuire la gravità di quanto è successo, perché il fenomeno peggiora con il passare dei minuti e la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico, a volte di dimensioni tali da soffocare l’animale. I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.
Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica. Importantissima l'azione di pronto soccorso: allontanate subito la sostanza irritante dal cavo orale con un lavaggio della bocca più abbondante possibile, con una soluzione di acqua e bicarbonato. Se il cane, sofferente, non si lascia toccare in bocca, bisogna usare una siringa sprovvista dell’ago, con cui spruzzare la soluzione in bocca, anche più e più volte. Subito dopo bisognerà correre dal veterinario che applicherà le cure più appropriate a seconda della gravità del caso.
Dunque, occhio durante le passeggiate: alla larga da pini e querce. O almeno attenti ai piccoli bruchi killer che transitano da quelle parti.
22.2.14
tecnologia e ... scuola
“Di fatto la tecnologia è solo un reagente: se fa il suo dovere, destabilizza gli assetti calcificati della
scuola, crea le condizioni perché si rifletta sulle pratiche e si accetti di modificarle. In caso contrario
è solo un alibi, è demagogia, è Cetto Laqualunque che dalla sua tribuna dà corpo al suo sogno:
«lampioni digitali, parchi digitali, erba digitale, tutto digitale!».”
Pier Cesare Rivoltella, Fare didattica con gli EAS – Episodi di Apprendimento Situati, La Scuola,
2013, Brescia.
Pier Cesare Rivoltella, Fare didattica con gli EAS – Episodi di Apprendimento Situati, La Scuola,
2013, Brescia.
10.2.14
Iscriviti a:
Post (Atom)

